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SMARMITTANDO PER VITTORIO

di , 7 agosto 2012 22:27

4° SMARMITTANDO PAR VITTORIO

Raduno VESPA-LAMBRETTA

 

ore 17.00 In concerto

Tunatones (surfabilly)

Dal 2011 il rock & roll splende di nuova luce e pulsa di nuova energia.

Un esordio infuocato sulle scene quello dei Tunatones, protagonisti di esplosive performaces tra le quali quella sui Navigli nello storico Club Le Scimmie di

Milano e quella alla Biennale di Venezia, dove la band ha aperto i festeggiamenti per l’inaugurazione del padiglione del Bangladesh con un’indimenticabile performance.

Sul finire del 2011 i Tunatones entrano in studio per incidere il loro primo album: iTunas.

Registrato con macchine e tecniche con cui vennero incisi gli album diventati pietre miliari nella storia della musica, iTunas, pubblicato nel febbraio 2012, nasce dalla tradizione degli anni d’oro del Rock & Roll e dichiara subito con fermezza la sua prepotente contemporaneità.

I Tunatones esordiscono sul mercato discografico con un viaggio musicale carico di adrenalina che sfreccia su tappeti ritmici inarrestabili e trascinanti.

iTunas è un disco suonato con tagliente determinazione e impreziosito da inaspettate citazioni tra cui “Homage to George Harrison”, geniale rivisitazione rockabilly di un medley di brani firmati dall’ex Beatle, arrangiata ed eseguita per celebrare la prima volta del Bangladesh sulla scena della Biennale di Venezia. Un omaggio che viene pubblicato proprio nel 2012, anno in cui ricorrono i quarant’anni dal mitico concerto per il Bangladesh organizzato da George Harrison a New York.

Alessandro Arcuri alla voce e contrabbasso, Alberto Stocco, endorser della prestigiosa Stocco Drums, alla batteria e Mike 3rd alla voce e alle chitarre sono la forza, il motore infaticabile dei Tunatones. Dai loro strumenti, grazie al potente fascino analogico delle tecniche di registrazione e ai ricchi background muisicali, la voce mai sopita del Rock & Roll rivive con uno spirito rinnovato attraverso un linguaggio sorprendentemente attuale.

Ingredienti della miscela esplosiva della musica dei Tunatones sono le sonorità tratte dalle radici della musica rock & roll, dal groove, con screziature a tinte bop e blue grass, attraverso cui la band ha creato il suo peculiare stile rockabilly con con forte retrogusto surf, che il pubblico non ha tardato a classificare come Surfabilly.

E le sorprese che i Tunatones hanno in serbo non sono finite: i ragazzi del surfabilly viaggiano sempre oltre i limiti di velocità.

So stay TunaEd!

A.S.Riven . 3° VESPA RADUNO Vittorio V.to : the SKAWORKERS

di , 27 giugno 2011 19:10

Dom 28 Agosto

A.S. Riven organizza:

3° Vespa raduno VITTORIO VENETO

ore 17.00

THE SKAWORKERS live + MARCO Garage dj-set

Sarà presente anche una punto vendita SETTIMO CIELO VINTAGE SHOP

 

La band, si forma all’inizio del 1992, dopo che 5 amici con la passione per la musica,
decidono di dare un senso più “importante” alle consuete domeniche pomeriggio
passate a “strimpellare” in compagnia; nascono così, i “P.7 D.O.S.”.

La line-up era:
Gian Paolo Serna – Voce,
Federico Bardini – Chitarra & Basso
Daniele “Danny Delgado” Pintossi – Batteria & Cori
Fabio Pol – Tastiere, Chitarra, Cori & Voce
Giuseppe “Nick” Nicastro – Basso, Tastiere & Cori.
Il genere, era una miscela di Ska, Raggamuffin’ & Folk.
Con il passare dei mesi, si aggiungono alla band, Claude Revil alle Percussioni,
Linda Fantuzzi ai Cori e Mauro Celot alla Fisarmonica.
I P.7 D.O.S. partecipano a vari concorsi per musicisti emergenti,
riscontrando grande interesse nel panorama musicale trevigiano, cominciando ad esibirsi
sempre più di frequente, nei locali e nelle masifestazioni più importanti del Veneto.
Arrivano i primi cambiamenti; il nome diventa “Le Mad Canaje”,
viene formata una sezione fiati, nella quale militeranno tra gli altri:
Ivan Pilat, attualmente con “Kongrosian”,
Renzo & Michele Ciot, già con “Rude Agent” e attualmente con “The Original Six”.
Per divergenze musicali, Giuseppe “Nick” Nicastro lascia il gruppo.
Il suo posto, verrà preso da Gianluca “B.A.G.” Biagini, che precedentemente,
aveva fatto parte degli Hope and Glory, Marvel Joe & The Originals e Roots Family.
I ruoli all’interno della band, si consolidano; Federico Bardini suonerà solo la chitarra,
Fabio Pol passerà fisso alle tastiere ed entrerà anche un chitarrista ritmico:
Gianpietro “Magnum” Piai.
Il gruppo cresce sempre di più e con loro, anche le esibizioni live,
che aumentano in fatto di numero, seguito ed apprezzamento.
Aprono i concerti dei Fratelli di Soledad, Loschi Dezi, Persiana Jones, Papa Ricky.
Nel 1995, a causa di una forte crisi compositiva, Le Mad Canaje, per trovare nuovi stimoli,
decidono di dare il via ad un progetto chiamato “The SkaWorkers”. Ovvero,
una band che suonerà esclusivamente cover di classici dello Ska e del Reggae,
e brani di altro genere, riadattati in “levare”.
Gli SkaWorkers, anche in questo caso, riscontrano parecchio seguito.
1997: nuovi cambiamenti.
Dopo 5 anni, Danny Delgado decide di lasciare la band per dedicarsi ai vari progetti musicali
paralleli intrapresi in precedenza. Le Mad Canaje / SkaWorkers, prendono un periodo di pausa.
Si ritroveranno dopo un anno e daranno vita ad un nuovo progetto sperimentale di rock elettronico.
La formazione era composta da G.P. Serna alla voce, F. Bardini alle chitarre e drum-machine,
F. Pol e M. Celot alle tastiere e synths e G. Biagini al basso.
Nel 1999, Danny Delgado rientra, non solo come batterista ma anche come “programmer”.
E con se, porta anche il chitarrista David “Dido” Gaiotti.
Fu un periodo “buio” per la band. Il progetto non riscontrò grandi consensi.
Gianluca “B.A.G.” Biagini prima e Mauro Celot poi, abbandonarono.
Il resto del gruppo, continua a battere la strada del rock, e la vera svolta, arriva con l’ingresso
di Mirco “B52″ Tonin al basso. Il suo sound rozzo e potente, da nuova energia e grande
entusiasmo alla band. Nascono così, brani di grande spessore in perfetto stile “Brit-Rock”.
Il progetto prese il nome di “The Bank Holidays”.
La scena “live”, stava cambiando rapidamente; sempre più frequentemente i locali
ospitano “cover band” e “tribute band”, penalizzando i Bank Holidays che avevano
un repertorio di solo brani originali, e porta così il gruppo ad ottenere poche occasioni per le
esibizioni dal vivo. Questo, fu uno dei fattori che portò la band allo scioglimento dopo circa
9 anni di attività.
Verso la metà del 2009, in occasione di una manifestazione per beneficienza,
gli “SkaWorkers” si riuniscono, scatenando una delle performance più potenti della loro storia.
Grazie a questo, torna la voglia di continuare, e nel giro di pochissimo tempo,
ricominciano ad esibirsi sempre più spesso.
Gli “SkaWorkers” son tornati.

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