Tag articolo: maggio

LOLLIPOP PARTY – ONDE BEAT live

di , 16 maggio 2016 09:40

Sabato 21 Maggio

LOLLIPOP PARTY – ONDE BEAT live

Sabato 21 Maggio dalle 21.00 al Bianconiglio – arriva Lollipop, il party 50s che vi porta in viaggio nel tempo, nella musica e nello stile 50s, per travolgervi in una notte davvero speciale! Musica dal vivo, dj, stage di swing, trucco e parrucco gratuito e zucchero filato!

❀ Stage Gratuito di Swing by Mad 4 Swing
❀ Ondebeat dal vivo
❀ Trucco & Parrucco Gratuito
❀ Zucchero Filato
❀ Bebopa Luca djset

❀ ONDE BEAT DAL VIVO
Il meglio del beat italiano dei ruggenti anni ’60 con una formazione imperdibile – always on the beat!

❀ WORKSHOP GRATUITO DI BALLO CON MAD4SWING
Una strepitosa coppia di ballerini dei Mad4Swing vi insegnerà i passi per fare faville in pista!

❀ 50s PIN UP CORNER
TRUCCO E PARRUCCO GRATUITO
Per tutta la serata le nostre consulenti di bellezza vi sistemeranno il trucco e vi domeranno la chioma con acconciature retro.

❀ BEBOPA LUCA DJSET
Affilate il ciuffo, srotolate i bigodini e scendete in pista. Bebopa Luca vi fara’ sciogliere le giunture e ancheggiare con il suo travolgente groove.

❀ ZUCCHERO FILATO
Per tutta la serata potrete tuffarvi in una soffice nuvola di zucchero filato a volontà e gratuito per tutti i partecipanti!

> Evento Facebook <

– Ingresso gratuito –

#Bianconiglio
Live music – Food & Drink – Happiness
INFO: +39 393 9575752

 

Onde Beat

Beat Italiano anni ’60 / Treviso IT

Le Onde Beat sono un gruppo di cinque ragazzi che hanno deciso di riproporre un repertorio interamente ispirato all’esperienza beat italiana degli anni ’60, utilizzando look e stile rigorosamente sixties. Il progetto nasce nel 2008, ma è la naturale evoluzione di un glorioso gruppo che ha maturato oltre dieci anni di concerti chiamato I RAGAZZI DEL BEAT.
Con alle spalle più di sette anni di intensa attività live e centinaia di concerti, le Onde offrono uno spettacolo fresco e frizzante, che racchiude il meglio del beat italiano: dai lenti da ballare guancia a guancia ai twist più scatenati, la musica e lo show delle Onde riesce a coinvolgere tutti gli spettatori, trasportati in un istante nei mitici e spensierati anni ’60.

http://www.ondebeat.it/

https://www.facebook.com/leondebeat/

 

APPALOOSA live

di , 9 aprile 2016 16:09

Sabato 28 Maggio

APPALOOSA live

Livorno, IT

Gli Appaloosa sono una band livornese con oltre dieci anni di esperienza: suonano un concentrato sonico fatto di sporca drum&bass, techno, big beat, condito con spezie iraniane, psycho-distorsione, voodoo e muscoli. Un nucleo dance uscito dalla pista da ballo.

Ingresso gratuito – Evento Facebook

Si formano a Livorno nel 1998; da allora hanno prodotto 6 dischi, “Appaloosa” (Ondanomala 2003), “Non posso stare senza di te” (Urtovox 2006), “Savana” ( Urtovox 2009), “The Worst of Saturday Night” ( Black Candy 2012), “Trance44″ ( Black Candy 2014) “Bab” ( Black Candy 2016).
Fin dai primi anni abbandonano l’uso del cantato e basano il loro lavoro su un sound sporco e aggressivo, con grande interesse per la dinamica, il ritmo spesso ossessivo e la fusione di differenti influenze: psichedelia, hip hop, math rock, tekno e ogni cosa gli passi per la testa. La base della band è sempre stata due bassi e batteria a cui si sono aggiunti negli anni svariati elementi come sinth, campionatori e drum machines.
Sono in tour in Italia dal 2003, dove hanno condiviso il palco con band come Cypress Hill, Karate, Black Rebel Motorcycle Club, Atari teen age Riot, Joe Lalli, Verdena, Calibro 35, Zen Circus, Teatro degli Orrori, Afterhours, Linea 77,Aucan, One Dimensional Man, Civil Civic, Asian Dub Fondation, Zu. Dal 2012 suonano in tutta Europa, il tour di Trance44 durato due anni ha portato il gruppo in giro con oltre 150 concerti.
Danno vita al loro studio “Orfanotrofio”. L’ultimo disco “Bab” concepito, registrato e mixato all’Orfanotrofio studio in sessioni alternate a tour in Italia e all’estero, rappresenta la parte più oscura e aggressiva della band. L’artwork è stato realizzato da Timo Ketola, artista finlandese di fama internazionale.

Dicono di loro:
ROCKIT (IT) Marzo 2016
“Gli Appaloosa sono strani: fanno musica pesante ma – sembra – con una leggerezza d’animo invidiabile. È il math rock del ventunesimo secolo, tutto mossettine, rumorini electro e botta funk: qualcosa che dal vivo spinge a un ballo a corpo libero che si incastra alla perfezione con ritmi bislacchi. Questo album, “Bab”, è disco music per gli amanti della Touch and Go, roba per gente fuori dal tempo ma non fuori tempo, anzi. “Supermatteron” scaglia un quattro quarti secco e svelto, reso irresistibile da un riff brutale di basso e da un po’ di giochetti di synth. “Mulligan” spara ancora più in alto scegliendo un arrangiamento frenetico e in un certo senso orecchiabile: un po’ di ghirigori in più e gli Appaloosa si ritrovavano a combattere le stesse battaglie dei Battles. Nel ritmo storto di “Bab & Dany” c’è l’amore della band per il math rock nella sua forma più pura: quel rullante che va e viene quando dice lui ti trascina nel centro della notte e ti fa muovere come un tarantolato con zero reputazione da salvare. Insomma, “Bab” è un mix di indie, psichedelia ed elettronica che suona molto, molto bene.” (M.L.)

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LAME + RIVERWEED LIVE – ANNULLATO

di , 9 aprile 2016 15:02

Sabato 14 Maggio

LAME + RIVERWEED live

– concerto rimandato a data da destinarsi causa maltempo –

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Lame

(Blues lo-fi Punk Noise / Torino, IT)

I LAME sono una combo blues lo-fi punk da Torino, con la batterista colombiana Maria Mallol Moya e le chitarre di Stefano Isaia dei Movie Star Junkies e di Massimo Scocca (ex Cave Dogs, Two Bo’s Maniacs). Il loro sound è un bizzarro mix di follia noise-punk, ballate solitarie, country sickness e stomping blues, sulla scia di band come The Gories, The Hunches e Black Time. Il loro primo LP “The lame shall enter first” è uscito per la Alien Snatch Records, con un artwork firmato Tim Kerr (Monkeywrench, Jack o’ Fire) e mastering di Tim Warren (Crypt Records).

Dicono di loro:

RUMORE (IT)
“Non c’avrei scommesso un soldo bucato che fossero italiani. In effetti la batterista è colombiana ma gli altri due sono italianissimi, sabaudi per la precisione, già noti alle forze del disordine r’n’r. Alle chitarre Stefano Isaia dei Movie Star Junkies e l’ex Cave Dogs e Two Bo’s Maniacs Massimo Scocca, che esteticamente è sempre più il Bob Mould italiano innamorato di Flannery O’Connor. Il loro disco d’esordio ha un peso specifico enorme. Ferraglia e feedback cingono in un caldo abbraccio bagliori post-punk e country-garage scuro ma luminosissimo, come nell’esplosione di Cold Night. L’intreccio delle voci maschile e femminile in Down in the Valley riattualizza la fu intimità dei Sonic Youth ubriachi di blues-punk a bassa gradazione. Un mio amico ultras ripeteva sempre: “Basta lame, basta infami”. Io oggi, da vecchio rocker, mi sento di rispondergli: “Ancora Lame, ancora r’n’r infame”.” (MG)

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Riverweed

(Blues-Garage / Treviso, IT)

Composti da Alessandro Cocchetto (chitarra e voce) e Filippo Ceron (batteria e voce), i Riverweed sono un duo nato nell’autunno 2014 sulle rive del Sile nella provincia di Treviso. Spinti dalla passione per il blues primordiale del delta del Mississippi e per le sue sonorità, cercano di rievocarne lo spirito attraverso una rilettura personale e contemporanea. Il loro approccio alla musica si basa sulla spontaneità e sull’improvvisazione, unite alla volontà di far percepire all’ascoltatore un “muro di suono” che non ci si aspetterebbe da parte di un duo.
Full Moon (ottobre 2015) è il primo disco autoprodotto della band, registrato in analogico e in presa diretta presso l’OUTSIDE INSIDE STUDIO di Biadene (TV) sotto la supervisione di Matteo Bordin, che ne ha curato anche mixaggio e mastering. Artwork e grafica sono opera di Leonardo Marzi.

Dicono di loro:

ROCKIT (IT)
“È sulle sponde del fiume Sile, nella provincia trevigiana, che si compone l’esordio dei Riverweed, duo formato da Alessandro Cocchetto (chitarra e voce) e Filippo Ceron (batteria e cori) che autoproduce “Full Moon”, ep di sei tracce che dal blues tipico del sud degli Stati Uniti si muove sempre su un binario a stelle e strisce, fino a toccare un sound costruito da incisive chitarre elettriche. I Riverweed sono questo: una contaminazione tra le acque del Sile e quelle del Mississippi; hanno attinto a quella cultura blues d’oltreoceano inserendovi un loro personale stile rock, più sporco e aggressivo.
È proprio questo meltin’ pot di generi che viene fuori in “Barefoot Blues” e “Flower Dust”, dove un buon bilanciamento tra blues e garage rock le rende due tra le tracce migliori; in particolare nel primo pezzo una consistente chitarra elettrica riesce a incrociarsi in maniera più che discreta con la struttura blues del brano. Meno legata a quest’ultimo genere e più decisamente in linea con un sound tipico di una band nineties è “The Mole”, nella quale il tono che si mantiene è quasi industrial, con la voce di Cocchetto che ben si sposa con quei passaggi a tratti aggressivi che il pezzo presenta.
Non si sbaglia affermando che con “Full Moon” la prima prova i Riverweed l’hanno superata, attenderemo con sana curiosità la direzione che adesso decideranno di prendere.” (E.S.)

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