Tag articolo: garage

LAME + RIVERWEED LIVE – ANNULLATO

di , 9 aprile 2016 15:02

Sabato 14 Maggio

LAME + RIVERWEED live

– concerto rimandato a data da destinarsi causa maltempo –

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Lame

(Blues lo-fi Punk Noise / Torino, IT)

I LAME sono una combo blues lo-fi punk da Torino, con la batterista colombiana Maria Mallol Moya e le chitarre di Stefano Isaia dei Movie Star Junkies e di Massimo Scocca (ex Cave Dogs, Two Bo’s Maniacs). Il loro sound è un bizzarro mix di follia noise-punk, ballate solitarie, country sickness e stomping blues, sulla scia di band come The Gories, The Hunches e Black Time. Il loro primo LP “The lame shall enter first” è uscito per la Alien Snatch Records, con un artwork firmato Tim Kerr (Monkeywrench, Jack o’ Fire) e mastering di Tim Warren (Crypt Records).

Dicono di loro:

RUMORE (IT)
“Non c’avrei scommesso un soldo bucato che fossero italiani. In effetti la batterista è colombiana ma gli altri due sono italianissimi, sabaudi per la precisione, già noti alle forze del disordine r’n’r. Alle chitarre Stefano Isaia dei Movie Star Junkies e l’ex Cave Dogs e Two Bo’s Maniacs Massimo Scocca, che esteticamente è sempre più il Bob Mould italiano innamorato di Flannery O’Connor. Il loro disco d’esordio ha un peso specifico enorme. Ferraglia e feedback cingono in un caldo abbraccio bagliori post-punk e country-garage scuro ma luminosissimo, come nell’esplosione di Cold Night. L’intreccio delle voci maschile e femminile in Down in the Valley riattualizza la fu intimità dei Sonic Youth ubriachi di blues-punk a bassa gradazione. Un mio amico ultras ripeteva sempre: “Basta lame, basta infami”. Io oggi, da vecchio rocker, mi sento di rispondergli: “Ancora Lame, ancora r’n’r infame”.” (MG)

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Riverweed

(Blues-Garage / Treviso, IT)

Composti da Alessandro Cocchetto (chitarra e voce) e Filippo Ceron (batteria e voce), i Riverweed sono un duo nato nell’autunno 2014 sulle rive del Sile nella provincia di Treviso. Spinti dalla passione per il blues primordiale del delta del Mississippi e per le sue sonorità, cercano di rievocarne lo spirito attraverso una rilettura personale e contemporanea. Il loro approccio alla musica si basa sulla spontaneità e sull’improvvisazione, unite alla volontà di far percepire all’ascoltatore un “muro di suono” che non ci si aspetterebbe da parte di un duo.
Full Moon (ottobre 2015) è il primo disco autoprodotto della band, registrato in analogico e in presa diretta presso l’OUTSIDE INSIDE STUDIO di Biadene (TV) sotto la supervisione di Matteo Bordin, che ne ha curato anche mixaggio e mastering. Artwork e grafica sono opera di Leonardo Marzi.

Dicono di loro:

ROCKIT (IT)
“È sulle sponde del fiume Sile, nella provincia trevigiana, che si compone l’esordio dei Riverweed, duo formato da Alessandro Cocchetto (chitarra e voce) e Filippo Ceron (batteria e cori) che autoproduce “Full Moon”, ep di sei tracce che dal blues tipico del sud degli Stati Uniti si muove sempre su un binario a stelle e strisce, fino a toccare un sound costruito da incisive chitarre elettriche. I Riverweed sono questo: una contaminazione tra le acque del Sile e quelle del Mississippi; hanno attinto a quella cultura blues d’oltreoceano inserendovi un loro personale stile rock, più sporco e aggressivo.
È proprio questo meltin’ pot di generi che viene fuori in “Barefoot Blues” e “Flower Dust”, dove un buon bilanciamento tra blues e garage rock le rende due tra le tracce migliori; in particolare nel primo pezzo una consistente chitarra elettrica riesce a incrociarsi in maniera più che discreta con la struttura blues del brano. Meno legata a quest’ultimo genere e più decisamente in linea con un sound tipico di una band nineties è “The Mole”, nella quale il tono che si mantiene è quasi industrial, con la voce di Cocchetto che ben si sposa con quei passaggi a tratti aggressivi che il pezzo presenta.
Non si sbaglia affermando che con “Full Moon” la prima prova i Riverweed l’hanno superata, attenderemo con sana curiosità la direzione che adesso decideranno di prendere.” (E.S.)

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