Tag articolo: blues

THEY GO live

di , 22 maggio 2016 14:13

Sabato 18 Giugno

THEY GO

live al Bianconiglio

I THEY GO sono un gruppo veneto nato nel 2015, formato da Nicola Rudella (chitarra, ukulele e mandolino), Luca Carrara (batteria e percussioni), Adriano Sardo (basso) e Michele Stefanuto (voce). Il loro stile fonde il tipico suono rock-blues Seventies con influenze pop e folk più moderne, in una sorta di mix tra nuovo e vecchio, tra acustico ed elettrico, che lo rende qualcosa di peculiare.
Il nome deriva dall’epiteto “dago” (anche titolo del loro debutto discografico, uscito il 15 febbraio 2016 per Nimiq Records, publishing Tank Of Music), utilizzato negli Stati Uniti d’America ed in Canada per indicare una persona di origini italiane , all’inizio del XIX secolo.
A luglio 2015 vengono invitati ad esibirsi al PREMIUM di BERLINO durante la fashion week.
Alla fine dello stesso mese il brano acustico “Are you busy now?”  viene selezionato come colonna sonora del documentario “Parajumpers STORIES – Episode 1: Laxnes Horse Farm”, realizzato dalla EXCEPT (casa di produzione di video per Vasco Rossi, Franco Battiato, Skunk Anansie, Verdena, Pharrell Williams e molti altri).
www.theygo.rocks
facebook
THEY GO – COMPROMISE
Parajumpers STORIES – Episode 1: Laxnes Horse Farm

LAME + RIVERWEED LIVE – ANNULLATO

di , 9 aprile 2016 15:02

Sabato 14 Maggio

LAME + RIVERWEED live

– concerto rimandato a data da destinarsi causa maltempo –

Evento Facebook

Lame

(Blues lo-fi Punk Noise / Torino, IT)

I LAME sono una combo blues lo-fi punk da Torino, con la batterista colombiana Maria Mallol Moya e le chitarre di Stefano Isaia dei Movie Star Junkies e di Massimo Scocca (ex Cave Dogs, Two Bo’s Maniacs). Il loro sound è un bizzarro mix di follia noise-punk, ballate solitarie, country sickness e stomping blues, sulla scia di band come The Gories, The Hunches e Black Time. Il loro primo LP “The lame shall enter first” è uscito per la Alien Snatch Records, con un artwork firmato Tim Kerr (Monkeywrench, Jack o’ Fire) e mastering di Tim Warren (Crypt Records).

Dicono di loro:

RUMORE (IT)
“Non c’avrei scommesso un soldo bucato che fossero italiani. In effetti la batterista è colombiana ma gli altri due sono italianissimi, sabaudi per la precisione, già noti alle forze del disordine r’n’r. Alle chitarre Stefano Isaia dei Movie Star Junkies e l’ex Cave Dogs e Two Bo’s Maniacs Massimo Scocca, che esteticamente è sempre più il Bob Mould italiano innamorato di Flannery O’Connor. Il loro disco d’esordio ha un peso specifico enorme. Ferraglia e feedback cingono in un caldo abbraccio bagliori post-punk e country-garage scuro ma luminosissimo, come nell’esplosione di Cold Night. L’intreccio delle voci maschile e femminile in Down in the Valley riattualizza la fu intimità dei Sonic Youth ubriachi di blues-punk a bassa gradazione. Un mio amico ultras ripeteva sempre: “Basta lame, basta infami”. Io oggi, da vecchio rocker, mi sento di rispondergli: “Ancora Lame, ancora r’n’r infame”.” (MG)

facebookbandcampaliensnatch

▂▂▂▂▂▂▂▂▂▂▂▂▂▂▂▂▂▂▂▂▂▂▂▂▂▂▂▂▂▂▂▂▂▂▂▂▂▂▂▂▂▂▂▂

Riverweed

(Blues-Garage / Treviso, IT)

Composti da Alessandro Cocchetto (chitarra e voce) e Filippo Ceron (batteria e voce), i Riverweed sono un duo nato nell’autunno 2014 sulle rive del Sile nella provincia di Treviso. Spinti dalla passione per il blues primordiale del delta del Mississippi e per le sue sonorità, cercano di rievocarne lo spirito attraverso una rilettura personale e contemporanea. Il loro approccio alla musica si basa sulla spontaneità e sull’improvvisazione, unite alla volontà di far percepire all’ascoltatore un “muro di suono” che non ci si aspetterebbe da parte di un duo.
Full Moon (ottobre 2015) è il primo disco autoprodotto della band, registrato in analogico e in presa diretta presso l’OUTSIDE INSIDE STUDIO di Biadene (TV) sotto la supervisione di Matteo Bordin, che ne ha curato anche mixaggio e mastering. Artwork e grafica sono opera di Leonardo Marzi.

Dicono di loro:

ROCKIT (IT)
“È sulle sponde del fiume Sile, nella provincia trevigiana, che si compone l’esordio dei Riverweed, duo formato da Alessandro Cocchetto (chitarra e voce) e Filippo Ceron (batteria e cori) che autoproduce “Full Moon”, ep di sei tracce che dal blues tipico del sud degli Stati Uniti si muove sempre su un binario a stelle e strisce, fino a toccare un sound costruito da incisive chitarre elettriche. I Riverweed sono questo: una contaminazione tra le acque del Sile e quelle del Mississippi; hanno attinto a quella cultura blues d’oltreoceano inserendovi un loro personale stile rock, più sporco e aggressivo.
È proprio questo meltin’ pot di generi che viene fuori in “Barefoot Blues” e “Flower Dust”, dove un buon bilanciamento tra blues e garage rock le rende due tra le tracce migliori; in particolare nel primo pezzo una consistente chitarra elettrica riesce a incrociarsi in maniera più che discreta con la struttura blues del brano. Meno legata a quest’ultimo genere e più decisamente in linea con un sound tipico di una band nineties è “The Mole”, nella quale il tono che si mantiene è quasi industrial, con la voce di Cocchetto che ben si sposa con quei passaggi a tratti aggressivi che il pezzo presenta.
Non si sbaglia affermando che con “Full Moon” la prima prova i Riverweed l’hanno superata, attenderemo con sana curiosità la direzione che adesso decideranno di prendere.” (E.S.)

facebookbandcamp

 

Panorama Theme by Themocracy