ZEUS! live

di , 18 luglio 2016 16:42

Giovedì 25 agosto

ZEUS! live

Gli ZEUS! sono un duo basso / batteria, enigmatico e poliedrico, nato a Bologna nel 2009.

Il primo album, intitolato “ZEUS”, esce nel 2010, una co-produzione tra le label italiane Offset, Bar La Muerte, Escape From Today, Shove, Sangue Dischi, Smartz Records, distribuito da Venus.

Il secondo, “Opera” esce nel 2013 negli Stati Uniti per l’etichetta cult di San Diego Three One G e in Europa per Tannen Records, Sangue Dischi, Offset. Justin Pearson (The Locust) canta nel brano “Sick And Destroy”. Distribuito da Red Eye and Frenchkiss Label Group/The Orchard.

In occasione del Record Store Day 2015, esce “Metamorphosplit” uno spilt per Tannen Records e Sangue Dischi, condiviso con gli Ornaments, band italiana post-metal strumentale.

L’ultimo album, “MOTOMONOTONO”, esce a settembre 2015 sotto la Three One G, Tannen Records, Sangue Dischi ed è distribuito da Audioglobe in Italia, da Season of Mist in Francia e da Plastic Head nel resto d’Europa.

Ciascuno degli album ha ricevuto eccellenti recensioni nei magazine e nelle webzine in Italia, Europa e US.

Per tutti questi anni, gli ZEUS! hanno incessantemente girato l’Europa con i loro tour.

Gli ZEUS! mirano ad usare il minimo per ottenere il massimo e fanno: non punk, non metal, non math, non noise, non prog, non psychedelic, né post-qualsivoglia.

For petardo lovers!

Luca Cavina: Basso + Voce + Paolo Mongardi: Batteria.

 

Dicono di loro:

“Il basso distorto, la batteria meticolosa e le grida vulcaniche di Luca Cavina e Paolo Mongardi hanno eruttato di nuovo, stavolta nella forma di  MOTOMONOTONO, terza uscita del duo. Se conoscete la band, sapete che il valore di ZEUS! è che è molto diverso da qualsiasi cosa là fuori; questo disco non fa eccezione. Questi ragazzi fanno musica che è sia staccato in sé e anche fluida in una scala più grande, plasmando e fondendo generi innumerevoli volte all’interno dei dieci brani dell’LP, per un totale di 45 minuti. La genialità sta nel fatto che Luca e Paolo sembrano essere consapevoli di quanto un ascoltatore può sopportare prima di subire un’overdose sonora, alternando abilmente una musica decisa e brutale nella sua intensità (per esempio, “Forza Bruta Ram Attack”) con una improvvisa interruzione nel sound e nel mood (vedi l’inizio di “San Leather” o la propriamente intitolata “Shifting”).Qui, ci forniscono brevi attimi che sono più elettronici, ambient, tuttavia ancora, senza dubbio, minacciosi, come per ricordarci che non dobbiamo metterci troppo comodi. Dopo questi intermezzi relativamente morbidi, la coppia petardo-loving si lancia nel nulla da una batteria quasi tribale a urla disperate e gutturali senza mancare un colpo (asocltatevi Rococock Fight”). Tutto questo ci porta a “Phase Terminale”, una composizione di quasi 8 minuti che mima l’album nella sua interezza, con i suoi scivoli tempestivi da esplosiovo a calmo-spettrale, alla fine fondendo sfumature ambient con la loro caratteristica ferocia. Per quanto pesante, su questa band rimane sempre un’aria giocosa e spiritosa, che è ciò che rende la loro musica fresca, se non vagamente terrificante, un’onda anomala in un mare di monotonia musicale”.

-Becky DiGiglio

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